L’immagine dell’uomo “mezzo morto” sulla strada da Gerusalemme a Gerico è il simbolo di quanto anche nella nostra vita consacrata oggi è senza vita. Il Samaritano però non guarda solo questa parte dell’uomo, scommette sulla parte “mezza viva” di quella persona e lo porta alla locanda e spende del suo affinché anche la parte “mezza morta” ritorni a vita.
Il confronto è stato vissuto da un nutrito gruppo di suore Dorotee di Cemmo incontratosi, per conoscere l’avanzamento dei lavori della ristrutturazione della Casa Madre, e per camminare insieme nel prepararsi a vivere in questa Casa con criteri e atteggiamenti più vicini al Vangelo e alle esigenze della famiglia umana di oggi che alla vita consacrata fa domande molto diverse di quelle poste a Madre Annunciata nel suo tempo. La preghiera che ha aperto la giornata era una lettera scritta da una suora dorotea alla Madre Annunciata
P. Ciardi termina il suo articolo affermando che il carisma è lo sguardo “artistico sulla realtà”
Lo stesso sguardo che il samaritano ha avuto nel guardare la parte “mezza viva” dell’uomo sulla strada. Anche noi abbiamo la stessa sfida nelle nostre comunità. Vedere i feriti, purificare con il vino che toglie tutte le scorie di risentimenti e rivalità, medicare con l’olio della consolazione e dell’ascolto, scommettere sulla parte mezza viva di ciascuna di noi e portare i nostri feriti nella locanda del cuore della Trinità e pagare con l’amore quotidiano fatto di piccoli gesti silenziosi e nascosti, così come il vangelo insegna.
Lettera a Madre Annunciata
Carissima Madre Annunciata
Pensiamo che anche tu molte volte
hai ascoltato la pagina di Vangelo del Buon samaritano
e sulla strada che va da Rovato a Milano
da Milano a Cemmo
da Cemmo a Capodiponte
a Grevo, Losine, Malonno,
Pescarzo, Paspardo
e sulla strada della tua comunità
hai incontrato tanti feriti
feriti nel cuore, nella mente, nel corpo
Hai dovuto medicare,
usando il vino che purifica
da scorie inutili entrate nella ferita
scorie di risentimento
di scarsa autostima
di povertà umana e spirituale
scorie di ignoranza, di povertà materiale
di povertà interiore
Hai usato l’olio dell’ascolto, della comprensione,
della pazienza,
della mediazione
della magnanimità nel dare lavoro
pagandolo
non solo giustamente ma largamente
Olio che consola e lenisce il dolore
Hai fasciato con le bende
dell’attesa
della fiducia
della speranza
del desiderio di guarigione
una guarigione affidata
al tempo
alle risorse che la persona aveva
hai sperato contro ogni speranza
pregando e offrendo
per le ferite più difficili e più resistenti alla guarigione
Anche tu a volte sei stata ferita
e su di te si è posato come benda il velo dell’Addolorata
il cuore del Signore Gesù ha versato su di te vino purificante
il vino della cella dell’amore
e le sue parole sono scese in te come olio benedicente
olio che ha brillato su di te ed è divenuto
olio profumato olio bello
che ha fatto brillare il tuo volto di beatitudine amante.
Anche noi siamo ferite sulla strada del nostro tempo
passano accanto a noi tanti indifferenti
come il sacerdote e il levita di cui parla Gesù,
la scoria dell’indifferenza ci ferisce
il disprezzo ci sfianca
la critica e i sospetti sulla nostra vita
Ci chiedono energie robuste
e molte volte siamo
come l’uomo sulla strada da Gerusalemme a Gerico
“mezze morte”
.
Ti chiediamo passa vicino a noi e guardaci
con la tua compassione
che scommette sulla parte “mezza viva”
che c’è dentro di noi
dentro le nostre comunità
in tutta la nostra famiglia
caricaci sull’asino del tuo coraggio di osare
e accompagnaci nella locanda ,
con la tua santità paga
il nostro albergare del cuore della Trinità
E quando tornerai a riprenderci guarite
l’oste, lo Spirito, ci riconsegni a te per
condurci nelle nostre case, tra le nostre sorelle e la nostra gente
e tutti possano dire un giorno,
non sappiamo né quando, né dove, né come, né chi:
“Ecco come è bello che i fratelli vivano insieme”
Sarà il giorno nel quale non saremo
né mezze morte, né mezze vive
ma Viventi
in Cristo Gesù.
Una Suora Dorotea